AMEB: passeggiata a Molfetta presso Lama Martina

 

AMEB: passeggiata a Molfetta presso Lama Martina

 

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Molfetta, 17/06/2026


comunicato stampa

Ci sono luoghi che raccontano la storia di una città meglio di molte delibere comunali. Luoghi che esistevano prima dei sindaci, degli assessori, dei piani urbanistici e delle campagne elettorali. Luoghi che la natura ha costruito in migliaia di anni e che l'uomo, quando si distrae o si sente troppo furbo, riesce a compromettere in tempi decisamente più rapidi.Lama Martina è uno di questi.

Il 13 giugno l'Associazione Molfettese Educatori Benemeriti (AMEB), presieduta dal professor Michele Laudadio, ha attraversato questo straordinario corridoio ecologico sotto la guida del professor Raffaele Annese, vicepresidente del Centro di Educazione Ambientale Terrae–Ophrys. Una visita che è stata molto più di una passeggiata naturalistica: una lezione sul campo per comprendere cosa resta del rapporto tra la città e il suo ambiente naturale.

Perchè Lama Martina non è un semplice solco nel terreno. È il risultato di un processo geologico iniziato migliaia di anni fa, quando le acque meteoriche hanno lentamente inciso i calcari delle Murge, modellando una delle più importanti lame del territorio. Un'opera monumentale realizzata senza progettisti, appalti, varianti o inaugurazioni con fascia tricolore.

Il suo percorso nasce nella fascia premurgiana di Sovereto e raggiunge il mare Adriatico attraversando l'agro molfettese. Quando arrivano le piogge, la lama svolge il compito per cui la natura l'ha modellata: raccogliere e convogliare le acque verso il mare, contribuendo a ridurre il rischio idrogeologico. Nei periodi di siccità, invece, continua a svolgere una funzione essenziale come corridoio ecologico tra la campagna e la costa.

In altre parole, fa il proprio lavoro. Da millenni.
Per secoli gli abitanti di queste terre lo avevano compreso. Le aree della lama venivano utilizzate nel rispetto dei loro equilibri naturali; i muretti a secco, le coltivazioni e l'organizzazione del paesaggio seguivano la logica dell'adattamento all'ambiente. Oggi quella stessa visione, che per generazioni ha rappresentato semplice buon senso, viene riscoperta attraverso termini più sofisticati come sostenibilità, resilienza e servizi ecosistemici.

Il concetto, però, resta immutato: quando si ignora la natura, prima o poi arriva il conto.

Nonostante la crescente urbanizzazione, Lama Martina conserva ancora un patrimonio biologico di grande valore.
Lecci, lentischi, carrubi, olivastri e numerose specie erbacee spontanee compongono un mosaico ecologico che offre rifugio a molte specie animali. Falchi pellegrini, aironi, colombacci e altre presenze faunistiche utilizzano la lama come asse di collegamento tra l'entroterra e la costa, confermandone il ruolo strategico in un territorio sempre più frammentato.

Durante la visita, il professor Annese ha illustrato ai partecipanti come questo ecosistema rappresenti una vera infrastruttura naturale, capace di fornire gratuitamente servizi che nessuna opera artificiale riuscirebbe a garantire con la stessa efficacia: regolazione delle acque, tutela della biodiversità, mitigazione degli effetti climatici e miglioramento della qualità ambientale.

La sua importanza è riconosciuta dal quadro normativo regionale e dalle iniziative di valorizzazione promosse nel corso degli anni. Ma il problema dei beni comuni raramente è la mancanza di riconoscimenti. Più spesso risiede nella carenza di attenzione.

Perchè il rischio maggiore per luoghi come Lama Martina non è soltanto il cemento. È l'abitudine. Ci si passa accanto ogni giorno e si finisce per considerarli scontati. Si pensa che saranno sempre lì. Poi, quando vengono degradati o compromessi, ci si accorge improvvisamente del loro valore.

Lama Martina non è un vuoto da riempire nè un relitto del passato da tollerare tra una costruzione e l'altra. È un sistema ecologico vivo, un archivio naturale della storia del territorio e uno dei più affidabili indicatori della salute ambientale di Molfetta.

La visita dell'AMEB ha riportato l'attenzione su una verità che Lama Martina racconta da secoli: l'uomo può anche illudersi di soggiogare la natura. La natura, invece, si limita ad aspettare che l'illusione finisca.

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