
Molfetta, 09/03/2026
Da diversi anni le “Quarantane” sono tornate a essere un appuntamento fisso della Quaresima molfettese, uno di quei riti popolari capaci di far riscoprire ad adulti e bambini un frammento prezioso della nostra identità. Una tradizione antichissima, quasi scomparsa, che oggi rivive grazie all’impegno di associazioni e volontari.
Anche noi dell’Associazione Oll Muvi – I Love Molfetta, da sempre impegnati nella valorizzazione delle radici molfettesi nel mondo, riconosciamo in questo rito un legame profondo con la storia più intima della città. Le Quarantane non sono semplici fantocci: sono memoria, simbolo, racconto.
Come ogni anno, l’Associazione Passione e Tradizione ha provveduto a installarle a partire dal Mercoledì delle Ceneri, segnando l’inizio del cammino quaresimale.
Una Quarantana penzola in Via Piazza, sospesa tra due palazzi del centro storico; un’altra accoglie i passanti su Corso Umberto, all’altezza della Chiesa del Sacro Cuore. E non sono le sole: quest’anno il rito si è esteso oltre il centro antico, coinvolgendo nuove strade e nuovi sguardi.
Un simbolo che racconta la Quaresima. La Quarantana è una vecchia pupazza vestita di nero, figura magra e luttuosa che rappresenta la Quaresima o, secondo la tradizione popolare, la vedova del Carnevale appena concluso.
Il suo elemento più caratteristico è l’arancia appuntata sul petto, nella quale vengono infilate sette penne bianche di gallina: sono le sette settimane di penitenza che conducono alla Pasqua.
Ogni domenica se ne strappa una, come un antico calendario che scandisce il tempo del digiuno, della riflessione e dell’attesa.
La “fine” della Quarantana è nel giorno di Pasqua. La Quarantana viene tradizionalmente fatta scoppiare o bruciata, gesto simbolico che rappresenta la fine del lutto e l’annuncio della Resurrezione.
Un rito semplice, ma potentissimo, che unisce fede, folklore e comunità.
Le Quarantane non sono solo un ricordo del passato: sono un modo per ritrovare la nostra identità, per far conoscere ai più piccoli una storia che rischiava di perdersi, per vivere la Quaresima con un linguaggio popolare e autentico.
E noi di I Love Molfetta continueremo a raccontarle, a sostenerle e a condividerle con le comunità dei molfettesi emigrati nel mondo, perchè ogni tradizione è un ponte tra ciò che siamo stati e ciò che continuiamo a essere.
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