A Molfetta: il Caffe' di Cozzolicchio

 

A Molfetta: il Caffe' di Cozzolicchio

 

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Molfetta, 06/09/2022


I primi “caffè” in Italia sorsero nel XVIII secolo. La prima “cafeteria” aperta in città, nel Borgo, è documentata nel 1790. Due anni dopo a Molfetta era presente il sorbettiere Francesco Saverio del Niglio.

Sempre nel Borgo, il 6 gennaio 1793 era in attività la caffetteria di Giorgio Mozzillo. Da quell’epoca si cominciarono a preparare sorbetti (gelati).

Il 10 maggio 1797, in occasione della sosta del re Ferdinando IV a Molfetta, a Palazzo Vescovile fu offerto un rinfresco, con gelati preparati dal caffettiere Francesco Saverio del Niglio, che vide il coinvolgimento di Giorgio Mozzillo.
Il Catasto Urbano di Molfetta dell’anno 1823 certifica che nel Borgo c’erano quattro botteghe adibite a caffeteria, rispettivamente, quella di Luigi Rossi (al civico n. 26); di Giovanni Filioli (al n. 32), di Pasquale Binetti di Giuseppe (al n. 64) e di Carlo Tortora (al n. 65).

Sessant’anni dopo (1882-83) la città vantava la presenza di cinque caffetterie e di una pasticceria: Caffè Duilio di Maurantonio Durazzini (Borgo n. 60); Caffè Roma dei Fratelli Parvanà (Borgo n. 68); Caffè degli Amici di Filippo Squeo (Borgo n. 90); Caffè d’Italia di Corrado Cozzoli e figlio (Borgo n. 111, 113, 115); Caffè Squeo di Onofrio Squeo; Pasticceria di Lusso dei Fratelli Parvanà, via Sant’Angelo n. 9.

La “caffetteria” più rinomata, perchè produceva un gelato (semifreddo) chiamato “spumone”, era il “Caffe di Chezzelìcchie”, nome derivato dal soprannome del proprietario.

Noi dell'Associazione Oll Muvi, affermati nel mondo come I Love Molfetta, condividiamo una ricerca approfondita dallo storico molfettese Corrado Pisani, che ha voluto divulgare alcune notizie davvero inedite, nella sua descrizione chiarirà diverse denominazioni.

Il termine Chezzelìcchie è il vezzeggiativo del cognome Cozzoli, casato oriundo della città di Bari. L’11 luglio 1666, per capitoli matrimoniali rogati in data 3 giugno 1666, il maestro d’ascia Nicolao Leonardo Cozzoli di Bari si unì in matrimonio con Francesca de Gennaro di Molfetta. I due coniugi ebbero per figlio Gennaro (1686) che sposò Maria Antonia de Candia.

Gennaro Cozzoli ebbe quattro maschi: il marinaro Nicolò (1710-1783); il maestro muratore Corrado (1715-1797); il marinaro Liborio (1723-1772) e il marinaro Pasquale (1725-1803) che sono i progenitori dei quattro rami principali di questa famiglia.

Da Liborio nascerà Michele (1756-1821), a sua volta padre del patriota molfettese Giovanni Gennaro Cozzoli (n. 28 dicembre 1791 - m. 29 ottobre 1864) che durante i moti rivoluzionari avvenuti in città nel 1848, fu soprannominato “Re Couzzele”.

Dal maestro muratore Corrado nacque il muratore Pantaleo Cozzoli (1754-1825) che sposò Serafina Salvemini. Da questi coniugi nacque il calzolaio Corrado Cozzoli (1780-1832) che sposò Teresa Mezzina fu Giovanni, la quale diede alla luce il calzolaio/musicante Giovanni alias Cozzolicchio (n. 1802 circa - Smirne, m. 28 novembre 1891) e il marinaro Pantaleo (n. 2 settembre 1818 - m. 16 ottobre 1893). In pratica, “Cozzolicchio” era il cugino di terzo grado di “Re Couzzele” in quanto figlio di Corrado, a sua volta procugino ossia cugino di secondo grado del medesimo “Re Couzzele”.

Il 14 febbraio 1821 Giovanni Cozzoli alias Cozzolicchio sposò Angela Minervini. Dal loro matrimonio nacquero: il calzolaio Corrado (1824-1878), il marinaro Vit’Onofrio (n. 9 febbraio 1826 - m. 21 marzo 1875) e Teresa (1838-1873).
Nel mese di gennaio del 1849, avendo svolto un ruolo attivo durante i moti del 1848, Giovanni Cozzoli alias Cozzolicchio fu costretto a fuggire in Grecia. Raggiunse Corfù e di lì si portò a Smirne, dove morì nel 1891. Il 14 novembre 1851 la Gran Corte speciale di Trani lo condannò in contumacia a 30 anni di ferri per il reato di cospirazione e attentato allo Stato. Vito Cozzoli, figlio di “Cozzolicchio”, fu uno dei 120 rivoluzionari molfettesi processati dal Tribunale di Trani. Due mesi prima, Vito aveva promesso di prendere per moglie Angela Maria Rana ma a causa del processo dovette passare cinque anni per sposarsi (25 settembre 1856).

Il 1° novembre 1871 il marinaro Vito Cozzoli acquistò gli arredi di una caffetteria che i quali mise a punto un locale in via Borgo. Quattro anni dopo il negoziante/industriante Vito Cozzoli morì. Il 23 giugno 1879 con la vendita degli arredi, l’attività proseguì grazie a suo cugino Corrado, figlio del marinaro Pantaleo Cozzoli che il 5 agosto 1842 aveva sposato Antonia Corrada Binetti.

Di Corrado Cozzoli (n. 27 ottobre 1843) sappiamo che alla fine del mese di settembre del 1863 fu chiamato alla leva marittima e destinato sulla piro Fregata Corazzata San Martino. Stando imbarcato su questa unità, Corrado partecipò alla battaglia navale di Lissa (18-20 luglio 1866). Inviato in congedo illimitato, il 19 dicembre 1868 il caffettiere Corrado Cozzoli sposò Maria Giuseppa Allegretta.

Dalla loro unione nacquero due maschi: Pantaleo e Francesco. Il 24 gennaio 1898 Pantaleo Cozzoli (n. 6 agosto 1872 - m. 12 marzo 1949) sposò Francesca Mezzina, figlia del calefato Giovanni. Il 20 ottobre 1900 Francesco Cozzoli (n. 2 marzo 1876 - m. 24 dicembre 1962) sposò Angela Tattoli di Giuseppe.

Nel 1883 Corrado Cozzoli, insieme ai suoi due figli Pantaleo e Francesco, era conduttore del Caffe d’Italia, situato in via Borgo ai numeri civici 111, 113 e 115 (coincidenti con gli odierni 91, 93 e 95). Nel 1908 titolare della caffetteria era ancora Corrado Cozzoli. Nel 1939 la caffetteria era condotta da Pantaleo Cozzoli. Trasferitosi dirimpetto, nei locali ai numeri civici 106 e 108, proprietà e gestione nell’agosto del 1944 furono acquisite dal sig. Domenico Mezzina che cambiò il nome in Bar Italia.

Continuate a seguirci per ulteriori informazioni storiche sulla città di Molfetta.

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