![]() Il miracolo di Pasqua al Don Tonino Bello |
MOLFETTA 26/03/2016E’ arrivata in ospedale cianotica e rigida. Praticamente morta. Stretta tra le braccia del suo papà. I medici del Pronto Soccorso sono riusciti a riportala alla vita. Ecco la storia di Miriam (il nome è di fantasia), la bimba, ventuno giorni di vita per una manciata di chili, nata due volte. Ecco il miracolo di Pasqua al Don Tonino Bello, a Molfetta, l’ospedale a rischio tagli. La notizia risale a qualche giorno fa, alla sera della domenica delle Palme. Ma è trapelata solo ora quando è ormai certo che Miriam riuscirà a diventare grande. Per un’ora attorno a quel batuffolo bruno hanno lavorato insieme il dottor Gaetano Caputo, dirigente medico, e il dottor Carlo Valente, coordinatore infermieristico. E poi Anna Maria Zambetti, infermiera, Michele Minervini, ausiliario, e la dottoressa Cinzia Bizzoca. Tutti sono stati indispensabili. Ad un certo punto è stato anche necessario l’intervento di un cardiologo e prima ancora di un rianimatore. La corsa contro il tempo comincia alle 21 di domenica 20 marzo scorso. Al pronto Soccorso del Don Tonino Bello si presenta una coppia di giovani genitori con una bimba. Sono disperati. Arrivano dalla vicina Giovinazzo. Quando la bimba ha cominciato a stare male hanno pensato di andare al Policlinico poi però si sono resi conto che, forse, sarebbe stato più sicuro andare all’ospedale più vicino. E’ il papà a stingere il corpicino rigido e cianotico della sua bimba. E’ lui ad incrociare, per primo, lo sguardo di Carlo Valente. E’ evidente, da subito, che la situazione è gravissima. Nel giro di pochi secondi Carlo Valente e il dottor Gaetano Caputo si mettono all’opera. «Abbiamo dovuto operare una rianimazione avanzata sulla piccola che – spiega il dottor Caputo - era cianotica e aveva convulsioni continue, era rigida. Se i genitori non avessero cambiato idea e avessero portato la bimba al Policlinico per lei non ci sarebbe stato più nulla da fare. Tutti abbiamo lavorato senza mai arrenderci perchè era importante riuscire a risvegliare la piccola. E quando la bambina ha cominciato a muovere le manine e ad ammiccare abbiamo capito che era fatta. Ormai era salva. Era tornata alla vita. A quel punto, dopo una consulenza cardiologica – continua il dottor Caputo - è stato disposto il trasferimento al reparto di neonatologia del Policlinico di Bari con una ambulanza a bordo della quale c’era anche un rianimatore. Eravamo certi che per la piccola ormai non ci sarebbero stati problemi ma nessuno se l’è sentita di correre rischi». Per i giovani genitori di Miriam è come se la piccola fosse nata una seconda volta. Incontenibile la loro gioia e la gratitudine per tutta l’equipe del Pronto Soccorso che non si è arresa, non ha mollato potendo contare anche sulla presenza di specialisti presenti negli altri reparti dell’ospedale. fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno del 26.03.2016 articolo di Lucrezia d'Ambrosio |
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