![]() La Pietas del maestro Valente, una ricerca di Corrado Pisani |
MOLFETTA 11/03/2026Il giorno 11 novembre 1830, nella casa posta alla Strada Sigismondo n. 32, nasceva Vincenzo, Giuseppe Valente figlio del proprietario don Gaetano Valente fu Giovanni Angelo e di donna Maria Giuseppa Introna del fu Mauro. Il 26 maggio 1861, per capitoli matrimoniali rogati il 4 aprile 1861 da notar Domenico Monda, il Parroco della Cattedrale unì in matrimonio il musicante Vincenzo Valente e Vita Maria Valente (n. 29 gennaio 1845), figlia naturale dell’Avvocato Giovanni Valente di Gaetano e di Maria Maddalena Leone. Questo matrimonio, il 13 luglio 1876, vide la nascita dei due gemelli Gaetano Lorenzo e Vito Antonio. Il maestro Vincenzo Valente morì in Molfetta il 20 ottobre 1908. Quella che segue è una ricerca realizzata dal nostro amico Corrado Pisani, appassionato conoscitore della storia di Molfetta. Un approfondimento dedicato al maestro Valente, autore di alcune tra le più significative marce funebri molfettesi. Un contributo prezioso alla memoria collettiva della nostra comunità, che l’Associazione Oll Muvi – I Love Molfetta è lieta di ospitare sul proprio sito web. A tutti Voi: buona lettura! Evitando inutili ripetizioni sulla biografia del Maestro Valente qui riporto i fatti che portarono alla stesura di due sue composizioni onde evidenziare il sentimento di pietade che muoveva il nostro esimio concittadino. La prima è la marcia funebre intitolata “Povera Rosa” che è un omaggio reso alla defunta gentildonna Rosa De Sario, morta il 7 giugno 1893 all’età di 24 anni. Figlia dei signori Mauro de Sario e Gaetana de Sario, nata in Terlizzi il 1° luglio 1869 e battezzata con l’imposizione dei nomi Rosa, Francesca Paola, Maria. All’età di diciannove anni, nella casa posta in Terlizzi al Corso Garibaldi numero 34, il 2 marzo 1889, per capitoli matrimoniali rogati nello stesso giorno dal notaio Pietro Calò di Molfetta, la gentildonna Rosa de Sario si sposò con il proprietario Vincenzo Spagnoletta (nato in Molfetta il 10 maggio 1869 nella casa posta a Largo Municipio n. 6), figlio di Mauro e Maria Laura de Candia. Quattro anni dopo Rosa De Sario morì lasciando il coniuge nel più profondo dolore. La seconda è la marcia funebre titolata “Un fiore sulla tomba di Antonietta Massari”, figlia dell’Avvocato Giuseppe Massari, Priore dell’Arciconfraternita di S. Stefano nel periodo 1894-96. I dati raccolti consentono di chiarire la reale vicenda. Il 18 marzo 1860, per fogli nuziali rogati in Molfetta il 7 marzo 1860 da notar Giuseppe Gioja, il Giudice Regio in Acquaviva don Domenico Maria Massari (figlio del Dottor Fisico don Giuseppe e della defunta Angela Maria Maggialetti) si sposò con Maria Antonia Daconto (di anni 21, nata e domiciliata in Giovinazzo), figlia del proprietario don Gaetano Daconto e di donna Gaetana Scarda. La celebrazione del matrimonio seguì in Giovinazzo nello stesso giorno (18 marzo), a cura del Parroco della Cattedrale. L’unione tra Domenico Massari e Maria Antonia Daconto vide la nascita di due maschi: Giuseppe, nato nel 1861 nella città di Palazzo San Gervasio (Basilicata) e Gaetano (Giovinazzo, n. 3 gennaio 1864 - Molfetta, m. 13 luglio 1869). Giuseppe Massari, divenuto avvocato, intorno al 1888 si sposò con la gentildonna Marianna Berarducci-Vives e trasferì la sua residenza nella città di Trani. Tuttavia, il 7 maggio 1888 per atto di notar Vincenzo Raffaele Massari, l’Avvocato Giuseppe Massari, acquistò dalla signora Giovanna Epifani fu Ludovico per 3.500 lire un immobile in Molfetta sito alla strada San Gennaro numero 4. La medesima casa, coincidente con quella posta in Piazza Vittorio Emanuele numero 18 (angolo via S. Pansini n.2), il giorno 13 settembre 1895, vide il decesso della piccola Antonetta, Concetta, Filomena Massari (di anni 4, nata in Trani il 30 novembre 1891), figlia (e non sorella) dell’Avv. Giuseppe Massari. In quella triste occasione, il maestro Vincenzo Valente compose una marcia funebre dedicandola alla bimba. La marcia, secondo quanto scritto da don Gabriele Poli nel marzo 1974 sul periodico “Molfetta Nostra”, essendo composta «a dodicesimi nel tempo, non si può eseguire in processione. Fu eseguita a piè fermo una sola volta sullo spiazzo di casa Massari, in Piazza Santa Teresa, in occasione dei funerali». |
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